RIFLESSIONI SEMISERIE DI UN CITTADINO ITALIANO (SICILIANO) ARCHITETTO ANZI BIOARCHITETTO
Dico che bisognerebbe radiare tutto quel fior fiore di ingegneri, architetti e geometri che hanno progettato quegli edifici, afflosciatisi come carta velina, sotto la spinta del terremoto. Lo dico da architetto e adesso mi vergogno di esserlo, specialmente in Italia. Ho visto come si lavora fuori da questa finta nazione! Sì, li hanno progettati ma la Direzione lavori dov’era quando i muratori li erigevano e i costruttori speculavano sui materiali? Forse a leccare i piedi a qualche politico o amministratore per elemosinare un altro incarico di progettazione? Quando progettiamo e poi realizziamo una struttura (specialmente) dobbiamo rimanere in cantiere a controllare i lavori, del resto la parcella ce la pagano e la Direzioni lavori è pagata più di tutto e pure profumatamente. Non assolvo nessuno, tutti sono colpevoli per quello che è successo, anche noi che ci chiniamo alla sporcizia della politica e al lassismo delle istituzioni. Questi morti ce li dobbiamo portare sulla coscienza tutti. Ricostruire? Ma cosa vuole dire? Bisognerebbe ripartire da zero facendosi l’esame di coscienza. Io posso affermare senza falsa modestia che quando facevo la libera professione stavo più in cantiere che comodo nel mio studio. Progettavo con i miei colleghi, architetti responsabili della professione, la notte quando era tutto tranquillo e i pensieri si tramutavano in qualcosa di realizzabile che rispettasse l’ambiente e l’uomo. Ciò che in Italia non si è mai fatto. Si cementificano i fiumi, grazie ai bravissimi ingegneri idraulici che abbiamo in Italia – è come prendere una biglia e lanciarla su di un pavimento di marmo, immaginate come si comporta; si fanno affari con i cementifici che spesso adoperano materiali spuri e non idonei a realizzare una vera malta che possa resistere nel tempo non compromettendo gli altri materiali, come il ferro che facilmente si ossida insieme ad un materiale bastardo, così le strutture collassano, cari colleghi; i costruttori risparmiano usando sabbia di mare e non di roccia – è troppo facile caricare i camion sulle spiagge che pagare un carico da una cava di pietra, troppo costoso per i loro sporchi profitti che dovranno dividere con gli amministratori e politici che gli hanno fatto vincere la gara d’appalto - Non esistono controlli nei cantieri – il progettista ed anche Direttore dei lavori ha il dovere di controllare tutto il materiale che arriva in cantiere ed anche che vengano rispettate le norme di sicurezza sul lavoro – è troppo umiliante per noi professionisti? Ma chi ci crediamo di essere i signorini o gli artisti delle costruzioni? Dobbiamo avere le mani sporche di cemento e calce quando vogliamo che si realizzi ciò che abbiamo progettato, cari spocchiosi colleghi che state più seduti nei divani della politica e di qualcun’ altro – Gli antichi architetti (ingegneri non ce n’erano per fortuna e le strutture stanno ancora lì ad essere ammirate e di queste ancora si sconosce l’architetto che l’ha realizzata,proprio perché si pensava più alla collettività che alla fama e gli italiani ebbero il coraggio di chiamarlo stile gotico, per dispregiarlo rispetto a quello classico non realizzato dai barbari) erano dei mastri e non delle signorinelle che si specchiavano nel loro edonismo. Potrei continuare ancora ma sarebbe troppo noioso. Comunque con il nostro modo di agire abbiamo creato finte costruzioni che stanno in piedi come per miracolo. Ma peggio, abbiamo disturbato la natura, le abbiamo tolto il sangue (petrolio) e non abbiamo sfruttato ciò che si rigenera senza creare altri danni (energie rinnovabili) e che il buon Dio ci ha regalato per utilizzarle e proteggerci. Ma queste non possono essere assoggettate al potere, quindi si aggredisce la natura che naturalmente si ribella. Mi riferisco sempre ai fiumi che da secoli hanno un loro letto naturale e che noi abbiamo reso inabitabile ad un normale corso d’acqua che può più facilmente straripare su di un letto di cemento, figuriamoci per corsi d’acqua di prtata più importante, cari ingegneri idraulici e civili, che vi sentite domine e Dio sulla Terra. Rispettatela la Terra che è casa nostra e la condividiamo con tutto ciò che ci circonda. Non siamo i padroni del Mondo, anzi, considerando gli atti siamo l’ultima specie di questo Pianeta. Si continua a parlare di centrali nucleari e termovalorizzatori. Non si capisce che è tutta una speculazione del potere capitalistico italiano? In una terra soggetta a continui movimenti tellurici la politica, spinta dai capitalisti speculatori, pensa al nucleare e a bruciare i rifiuti. Così non solo moriremo di terremoti ma anche di malattie, comprate.
Poi piangiamo su catastrofi che anche se annunciate dovrebbero essere prevenute anche dai grandi scienziati che abbiamo, in Italia. Pensiamoci bene prima di ingrassarci le saccocce, che poi se le ingrassano loro. Poi si pensa ad un’opera faraonica che porterebbe più danni che benefici: il ponte sullo stretto. Un’opera monumentale che non serve a nessuno se prima non si migliorano le vie di comunicazione e di collegamento del Sud Italia, in particolare della Calabria e della Sicilia. Realizziamo una megastruttura di 3500 metri, la più lunga del mondo a campata unica, in un territorio privo di infrastrutture dignitose. Che bravi tutti dai progettisti ai politici e da quelli che si fanno fare il lavaggio del cervello ogni santa giornata. Non credo più a quelli che piangono i nostri morti. Non ci credo sono lacrime di coccodrillo, per dirla pulita.
Continuo ad essere più convinto che l’Italia sia una finta nazione, un nazione di plastica, anzi una nazione con una facciata meravigliosa ma che dentro non ha strutture che la possano tenere in piedi. Comunque, adesso le hano rovinato anche la facciata, l’ha persa agli occhi del Mondo. Che vergogna !!!!
Ultima cosa che ritengo importante: per domani si doveva fermare ogni tipo di spettacolo, anche le manifestazioni sportive. Mi riferisco in particolare al campionato italiano di calcio. Si doveva giocare di mercoledì e comunque si potevano devolvere gli incassi ai fratelli abruzzesi. Ma si sa che il potere domina pure sul doveroso (come minimo) silenzio per le vittime del terremoto e per gli abruzzesi. Il potere deve continuare a fare il suo cinico e irrispettoso corso, sennò i capitalisti come potranno ingrassarsi le saccocce? Anche le emittenti a pagamento dovrebbero devolvere gli incassi di domani per i terremotati. Per questo, io domani non guarderò la partita del mio Palermo.
Perdonatemi per questo ma io la penso così.
Gaetano Simile MacColl
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