Pubblico un articolo scritto su EPOLIS PALERMO, perché adesso, a Palermo, si è raggiunto il limite e questo limite porta un’impronta disumana e inaccettabile.
__________________________________________________________
“Un capodanno con sfratto…….ecco il regalo del Comune di Palermo”
Trenta persone dal primo gennaio si troveranno senza un tetto sopra la testa, tra loro anche un ottantenne, una donna incinta e alcuni bambini. Ieri sera, alcuni esponenti locali e non di Italia dei Valori, hanno richiesto al Prefetto una convocazione urgente.
Primo Rifugio di fortuna in Cattedrale, erano stati trasferiti prima a Cerda per tornare in città ospiti in strutture di fortuna.
Sono sei le famiglie che dal primo gennaio si troveranno senza un tetto sopra la testa dopo la lettera di sfratto del Comune di Palermo
Emergenza casa
Fuori a Capodanno - Il Comune sfratta Trenta persone In attesa d'alloggio ■ ■ Già rifugiati nella cattedrale, ora di nuovo senza un tetto.
C’è chi passerà la notte di San Silvestro in un locale, chi in casa e chi invece sarà costretto a trascorrerla in mezzo a una strada. E sì perché il Comune di Palermo ha inviato ad alcune famiglie, che erano ospitate in strutture di fortuna, una lettera di sfratto per il primo gennaio. Un regalo che certo non si aspettavano proprio a ridosso del Natale, e che costringerà altre sei famiglie a iniziare il nuovo anno senza un tetto sulla testa.
In un primo momento, si erano rifugiate in Cattedrale, poi l’amministrazione comunale aveva trovato loro una sistemazione a Cerda, in provincia di Palermo. Seguito dal trasferimento in una struttura cittadina, in via Castellana, Infine, la lettera di sfratto che arriva come un fulmine a ciel sereno, senza cioè una soluzione alternativa e senza aver dato loro la possibilità di trovarsi una casa in tempo. «Il Comune ci ha buttato in mezzo a una strada, non sappiamo dove andare e cosa fare». Questo il grido unanime di alcuni rappresentanti che ieri si sono riuniti davanti Palazzo delle Aquile per chiedere aiuto.
Sei in tutto, gli sfrattati, tra cui alcuni invalidi, un anziano di 80 anni, una donna in avanzato stato di gravidanza e alcuni bambini, e il rischio che corrono adesso è proprio quello di trascorrere la notte di Capodanno sotto le stelle.
«Non lasceremo che queste famiglie vengano abbandonate in mezzo ad una strada, precisa Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale di Italia dei Valori - siamo pronti a occupare una struttura abbandonata, se il Comune non provvederà ad assegnare loro una nuova casa.
Non ci siamo fermati lo scorso ottobre per i senzatetto ora ospitati in via Valverde, e non ci fermeremo neanche questa volta. È disumano lasciare dei cittadini senza un tetto sulla testa, soprattutto i bambini e gli anziani che soffrono di più il freddo.
Già due bambine ospitate nel campo Container sono state ricoverate per assideramento, una è persino finita in rianimazione ». Le famiglie in emergenza abitativa sono in tutto 320, di queste una trentina sono sotto sfratto ed entro il primo gennaio dovranno lasciare gli alberghi e le strutture comunali che le ospitavano. «Ho cercato più volte un dialogo con l’amministrazione - continua Ferrandelli - per trovare nel più breve tempo possibile una soluzione concreta.
Ho richiesto anche la costituzione di un tavolo tecnico che è stato convocato per gennaio, quando queste famiglie però saranno già per strada». Ieri sera, proprio per l’urgenza della questione senzatetto, il senatore Fabio Giambrone, il portavoce di Italia dei valori Leoluca Orlando e il consigliere Fabrizio Ferrandelli hanno chiesto al Prefetto Giancarlo Trevisone una convocazione urgente, per trattare al meglio la questione. A Palermo vi sono decine di strutture inutilizzate e una serie di beni e terreni confiscati alla mafia che potrebbero ritornare a disposizione dei cittadini, anche sotto forma di case popolari.
«Creando il problema dell’emergenza casa, conclude Ferrandelli – si apre la strada alla speculazione edilizia.
Non c’è bisogno di costruire nuove strutture, basterebbe recuperare gli edifici esistenti e abbandonati».
Fonte EPOLIS PALERMO
___________________________________________________
Altra bastardata del nostro caro “primo cittadino” che di primo e di cittadino non ha proprio un bel nulla.
Oltre alle varie corbellerie incivili e i vari favori e associazionismi (non voglio esprimermi) con ditte del Nord d’Italia (vedi ZTL e zone blu), anche quest’altra: ormai ci possiamo aspettare di tutto da questo turpe individuo che non saprebbe amministrare neanche una “comarca” di escrementi in putrefazione. E sì, escrementi in stato di putrefazione, proprio così, la giunta del comune di Palermo è questa, non saprei come definirla, altrimenti.
Siamo arrivati alla più totale disumanità a cominciare dalla cena luculliana e aristocratica organizzata presso l’Istituto per ciechi di Palermo, che ricorda tanto l’atteggiamento dei padroni terrieri degli Stati Confederati Americani (CSA), i famosi secessionisti del Sud, i “Dixies”, gli schiavisti possidenti terrieri dell’Alabama o della Louisiana ecc…... Ma parliamo del 1861 e non del 2008. Il nostro sindaco, “ai-noi”, è tornato indietro nel tempo, invece di onorare il mandato che, purtroppo, noi cittadini palermitani gli abbiamo concesso, con il nostro voto democratico (?), sta attuando, illegittimamente, ordinanze e quant’altro per ridurre in ginocchio un’intera città. Per soggiogare e stritolare chi abbiamo già ridotto in schiavitù e chi ancora non lo è. Forse vuole essere il nuovo proprietario terriero, insieme ai suoi burattini, della V città d’Italia. Il suo capo di partito, se partito si può considerare, il nostro Presidente del Consiglio, lo ha influenzato per benino. Allora chiedo a molti, palermitani e non, se si può accettare un governo del genere. Ma la risposta la so già ?!?! Se abbiamo portato al governo uno come Berlusconi ed anche Prodi cosa vorremmo pretendere ? Ci meritiamo i politici che abbiamo, del resto li avete eletti voi, non certo io che non voto perchè non c’è nessuno che mi possa rappresentare. Ho dichiarato nella sezione elettorale, di mia appartenenza, che esprimevo il mio voto con il dissenso. Pertanto, in uno stato “democratico”, mi devo sobbarcare la decisione di milioni di miei connazionali…..questo è il limite della democrazia in un paese che la decanta ma che non la applica.
Gaetano Simile MacColl
0 commenti:
Posta un commento