
UN UOMO UN CANE
L’uomo è l’animale più ignorante e presuntuoso della Terra !
L’uomo è convinto di essere l’unico essere vivente assoluto padrone del pianeta.
La sabbia giocava con i piedi.
Quei piccoli granelli di sabbia rotolavano delicatamente fino a scivolare nella loro naturale casa.
Così, per non sò quanto tempo, raschiavo la sabbia ed i miei pensieri.
Come quei microscopici corpuscoli, partoriti da rocce e fossili, i miei pensieri rotolavano dentro la mia testa e poi cadevano nella dimora dei miei ricordi.
Stavo seduto su di una platea di cemento, con il corpo piegato in avanti e i gomiti appoggiati sulle cosce che sopportavano il peso della testa sulle mie mani.
Guardavo il mare che, imponente e maestoso, elevava le sue figlie fino a nascondermi l’orizzonte.
“Che bello il mare” pensai !
“Forse mi sta parlando e mi vuole consolare con il suo impeto e la sua straordinaria forza”.
Sono sempre stato innamorato del mare.
Mi ricordo, quando ero bambino, mi lasciavo cullare dal suo abbraccio e dal suo canto che mi distoglieva dal fragore irriverente della gente.
Poi mi infilavo fin dentro il suo grembo e venivo carezzato dai suoi figli che mi scivolavano, lungo il corpo e sulla mia pelle, così cominciava il rituale dell’amore tra me e il mare.
Che magnifica sensazione, era quella !
Mentre, l’attività e l’immaginazione del mio intelletto, venivano trascinati da quel moto periodico, scandito dal flusso e riflusso che governano la Luna ed il Sole, una presenza silenziosa ma reale distolse quel gioco onirico.
Con la coda dell’occhio cercai di scrutare la parte dalla quale avvertivo quella realtà e da sensazione si materializzò trasformandosi in una figura organica.
Mi voltai lentamente, per evitare di essere troppo brusco nel soddisfare la mia curiosità, e focalizzai quella sagoma che, lentamente ma con passo sicuro, si avvicinava a me.
Al favore di una luce proiettata da un vecchio lampione riconobbi un cane.
Mi sentivo più tranquillo per quella che, da lì a poco, sarebbe diventata una compagnia, silenziosa ma fedele.
Restai seduto aspettando che si avvicinasse.
Era maestoso ma elegante nel suo incedere lento ma deciso.
La sua possente e maestosa corporatura, era ingentilita da un bel pelo color miele lucido e folto. Sulla testa aveva una striscia bianca che gli scendeva fino alle arcate oculari. Spiccavano in quel chiarore di Luna due splendidi occhi verdi, verdi come il mare ed espressivi come un bambino.
Appena lo guardai in quei suoi occhioni verdi, abbassò la testa e, accucciandosi accanto a me, si lasciò carezzare.
Stava disteso e con la testa alta guardava il mare, poi, la posò sulle sue zampe e fece un sospiro.
Era tranquillo, sembrava che si stesse per addormentare.
A quanto pare aveva accettato la mia presenza, ma non ne avrei avuto alcun dubbio.
Allora scivolai lungo il pietrone di cemento e mi sedetti accanto a lui, raggiungendo la sua posizione per poterlo carezzare meglio.
Mentre lo carezzavo ripresi il mio tragitto onirico, ancor più facilitato da quelle lusinghe.
Viaggiavo, guardavo il mare ed il cane, mi sentivo, finalmente, tranquillo e appagato.
Ad un tratto spezzai quella splendida monotonia e cominciai a parlare con il mio compagno.
“cosa fai quì da solo ? Sei un vagabondo o qualche uomo ti ha abbandonato” ?
Spostando in avanti la testa, lo guardai negli occhi e vidi che aveva uno sguardo triste e sconsolato.
Allora cercai di consolarlo pronunciando frasi tenere e piene di affetto.
Poi esclamai. “caro amico mio, mi pare che tu sia più triste di me….andiamo bene ! Raccontami cosa ti è successo, vediamo se posso aiutarti”.
Così mi alzai e mi portai d’avanti a lui, rimanendo con le ginocchia piegate, posai le mie mani sulle sue possenti ma eleganti mascelle.
Gli alzai la testa e lo accarezzai.
Lui non oppose resistenza gradendo il mio gesto di tenerezza ed affetto.
Mentre gli parlavo, come si può parlare ad un cane, si alzò di scatto e restò seduto guardandomi fisso negli occhi.
Rimase lì per un po’, poi con mio stupore e incredulità cominciò a fare dei suoni velari e poi gutturali, suoni che col passare del tempo divennero parole.
Pensai, con immenso stupore “ma questo cane sta parlando, non è possibile tutto questo, forse mi sarò addormentato, seduto sulla sabbia, ed ora sto sognando” .
Il mio compagno, come se mi avesse letto nel pensiero mi disse. “no uomo, non stai sognando è tutto vero – sei spaventato o compiaciuto, perché ho letto in te un certo amore per quelli della mia razza, sennò non mi sarei mai avvicinato a te e non mi sarei accucciato accanto a te”.
Aveva perfettamente indovinato, infatti ero più compiaciuto che spaventato.
Allora pensai che la serata si stava facendo interessante e coinvolgente, una di quelle che non ti immagineresti mai potessero accadere.
“Ma tu allora parli per davvero” gli esclamai.
“Finalmente posso parlare con un cane e posso avere delle risposte a tante domande che fino ad ora non hanno mai avuto una risposta, però tanto amore”.
“E’ questo il punto” mi disse il cane.
“Voi volete sempre e per forza delle risposte ma non cercate mai il sentimento senza parole – i sentimenti non hanno parole ma gesti e azioni, alcune nascoste altre irruente ma dolci nel suo manifestarsi – non hanno un significato razionale, forse per questo, voi uomini li ripudiate, perché vi rende simili a noi, cioè senza ragione”.
Quelle parole mi caddero di sopra come una montagna, erano pesanti e vere.
Il mio amico, si accorse del mio stato d’animo e continuò a parlare.
“Sono triste perché sono deluso da voi uomini – Non avete capito niente del meraviglioso segreto della vita – vi sentite i padroni assoluti del Mondo e volete possedere tutto e tutti non considerando che voi siete coabitanti di questo Pianeta, come lo siamo noi animali, come lo sono le piante, le rocce, il mare, i fiumi, i laghi, i vulcani e tutto quello che fa parte di questo sistema terrestre – Un’unica essenza biologica e chimica che è stata creata da quello che voi chiamate, Dio - Noi siamo, per la nostra natura, molto più vicini al Creatore. Quel Dio che avete preso in giro con le vostre religioni e con i vostri presunti uomini di Chiesa che dicono di portare la sua parola, ma fanno solo i loro interessi politici e personali, quelli che alimentano il loro edonismo soddisfacendo il bisogno umano del potere assoluto su tutto e tutti. Per questo vi siete inventati le guerre e non solo, per giustificarle le avete chiamate di religione - Siete degli imitatori goffi, tanto che lo avete chiamato “l’Altissimo” perché sta più in alto di voi e voi non lo potete raggiungere e quindi vedere - Lui non è così in alto come pensate non vi accorgete che è qui tra tutti noi, uomini e animali, vegetali e minerali, così del resto avete classificato quello che ha creato. – Egli, invece, si trova in tutte le cose di questo splendido Pianeta che voi, con la vostra arroganza e presunzione, state distruggendo – ora vi preoccupate del vostro futuro non considerando le altre cose che vi circondano e che alimentano la vostra esistenza – poveri stupidi ed ignoranti.
A quel punto si fermò e mi guardò come se volesse leggere, nei miei occhi, qualcosa, una reazione intima che potesse scuotere le corde del mio cuore e della mia coscienza.
Ho incontrato un cane e mi sono vergognato della mia natura di uomo.
Gaetano Simile MacColl
1 commenti:
Complimenti per l'articolo. Anch'io sono amante dei cani e il mio border collie si chiama Otis. Scusa se 'provo' con te e se ti do del tu ma sono un principiante dei blog e mi piacerebbe capire come funziona. Scusa ancora per il disturbo.
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