

(Ho visto uomini senza volto, li ho visti camminare, racchiusi, dentro ad un recinto di legno.....)
Cosa ci chiediamo ogni giorno della nostra vita, quando restiamo soli con noi stessi !
Qual’è il nostro compito in questa nostra vita che trascorre, inesorabilmente, lungo il nostro, lento incedere verso chissà che cosa ?
Qual’è il senso della vita ?
Vorrei raccontarvi un sogno che ho fatto quando ero più giovane e che mi accompagna in tutte le ore della mia vita: mi fa riflettere; mi fa guardare i miei simili in modo diverso da come si presentano e si mostrano agli occhi della comunità; mi fa riflettere su tutto quello che ci circonda.
Adesso, dopo questa breve premessa, vi accompagnerò nel mio viaggio introspettivo, con un mezzo che vi metto a disposizione: “the dream”.
“Ho visto uomini senza volto, li ho visti camminare, dentro un recinto di legno...."
Era uno steccato alto appena un braccio e ½ , correva tutto intorno ad un “luogo non luogo”, che mi provocava una sensazione scomoda, un disagio soffocante.
I miei occhi lo percepivano come una estensione fredda ed inospitale, un posto privo di calore umano, sgradevole.
Marciavano in file disordinate, alcuni barcollavano, di qua e di là, ed a volte gli uni si spingevano agli altri.
Sembravano non avere una direzione, come delle cellule impazzite che si attraggono e si respingono.
Non erano affannati nel loro procedere lento e disordinato, sembravano dispersi nei loro pensieri.
Alcuni di questi, invece, camminavano ordinatamente, rispettando il sentiero delimitato dal recinto e procedevano lentamente: non si capiva cosa in quel momento facessero!
La cosa che attirò la mia attenzione, fu nell’accorgermi che non avevano un volto, erano senza espressione, come degli automi, comandati da chissà chi.
Li guardavo e pensavo:
cosa fanno ? Perchè non hanno espressione ? Chi sono ?
Ad un tratto mi accorsi che tutti quelli che procedevano, nel loro cammino, in modo ordinato e distinto, portavano degli oggetti che rappresentavano qualcosa, come dei simboli legati, probabilmente, a qualcosa che era in stretto rapporto con la loro persona, anche se non distinguevo le loro espressioni: non ne avevano !
Quelli, invece, senza direzione e senza orientamento, non portavano nulla.
Alcuni di questi, ad un tratto, si fermavano davanti un piccolo chioschetto e prendevano un oggetto.
Appena impadronitisi di quell’oggetto si accoppiavano alla fila ordinata e li seguivano senza più procedere disordinatamente e senza meta.
Poteva essere mai che, quegli oggetti scelti, avrebbero mutato, improvvisamente, il loro procedere disordinato ?
Questa cosa mi incuriosì molto !
Prestai più attenzione agli oggetti che prendevano presso quel piccolo chiosco e mi accorsi, distintamente, che rappresentavano alcuni oggetti di comune conoscenza: statue di santi, raffigurazioni varie di crocifissioni di Gesù, piccole statue di Bouddha, Bibbie, Corani, libretti rossi di Mao, armi varie, soldi e tanti altri oggetti conosciuti.
Alcuni, ritiravano o prendevano dei biglietti di carta su cui vi era scritta qualcosa che con più attenzione riuscii a decifrare e mi fece terrore leggerli.
Su questi vi era scritto: invidia, cattiveria, rispetto solo per se stessi, razzismo, bugia, ipocrisia, maldicenza, sopraffazione, immoralità, falsa modestia, falsa moralità ecc....., ma quello che mi colpì molto di più degli altri era quello su cui vi era scritto, Potere.
La mia scoperta, fu tremenda e raccapricciante !
Cominciavo ad essere disturbato da quel sogno che più andava avanti più diventava un incubo, ma non riuscivo a svegliarmi, come se qualcuno mi costringesse a dormire e continuare a sognare.
Dopo quella, raccapricciante visione, mi concentrai e riuscii a distogliere lo sguardo da quel luogo, cercando un punto diverso.
Chiusi gli occhi, ormai sporcati da quella visione e guardai da un’altra parte.
Mi accorsi, subito, che attiguo a quello spazio ameno, terribile e freddo, ve ne era uno molto più esteso del primo, quasi infinito, libero da confini, era meravigliosamente accogliente, aveva una sua peculiare connotazione di luogo, era verde e vi pascolavano numerosi animali.
Insieme a loro vi erano degli uomini, maschi e femmine di tutte le età e di tutte le razze.
Alcuni stavano straiati sui prati immensi esprimevano gioia ed amore, altri giocavano con gli animali ed altri, ancora, camminavano a piedi nudi sui prati, tenendosi per mano e scherzando tra di loro, al contrario di quelli del recinto, mostravano sul loro volto un’espressione felice e tranquilla.
Quella visione, mi ripagò, della visione di prima, infatti mi sentivo più sereno e tranquillo e i miei occhi si riempirono della gioia e dell’amore di quegli esseri.
Ad un tratto, focalizzai la mia vista, come se mi fossi inforcato degli occhiali che mi permettevano di osservare con più nitidezza, l’intera visione e il complesso di tutto il luogo.
Infatti, i due spazi erano limitrofi, ma era come se fossero distanti l’uno dall’altro, come appartenessero a due posti completamente diversi.
Eppure erano lì ed occupavano un territorio immenso che era lo stesso.
Poi guardai me stesso, come se fossi uscito dal mio corpo, mi vidi fluttuare in aria in un volo leggero ma disordinato, planavo di qua e di là senza fermarmi mai, osservavo ciò che mi stava sotto e non scendevo mai.
Dall’alto percepii un senso di appartenenza che era comune ai due luoghi e, come in un film, proiettai la mia vita.
Anch’io ero appartenuto al luogo terrificante, mi ci avevano costretto per diventare un vero uomo, per fare scalate sociali, per imporre il potere sui miei simili e per soggiogare l’identità libera della natura.
La realtà
Ma io sono sempre stato un ribelle e un reazionario e non ho mai accettato le ingiustizie.
Mio padre mi diceva sempre di rispettare tutto e tutti per essere contraccambiato ed io l’ho sempre fatto, ma diceva anche, che bisogna stare attenti a quelli che portano le maschere e nascondono il loro vero volto, perché non l’hanno.
Nella mia vita e grazie a questi insegnamenti, ho sempre deciso di non appartenere.
Appartenere a qualcosa per essere corporativo o camerata o compagno !
No, io non ci sto!!!
Per questo, nella mia vita, ho sempre trovato barriere invalicabili, erette dalla società che ti chiede di essere mondato per arrivare, lindo lindo, alla iniziazione, brutale ma indolore, del lavaggio del cervello.
Io me ne frego altamente e continuo la mia strada impervia e ho deciso, da sempre, di appartenere solo al Mondo che abito e che ci ospita.
Non siamo i padroni del Mondo, appartengo alla natura che fa parte di noi e vive con noi: ho una sola appartenenza,
Sono scappato ed ho saltato quel recinto, ho gettato tutte le maschere che mi avevano imposto e ora sono libero di vivere la mia vita scegliendo con chi viverla.
Oggi guardo quelle povere persone che, per bisogno, restano chiusi in quel recinto e non riescono a compiere il balzo verso la libertà, quella libertà usurpata dai nostri simili più potenti che dipendono da altri che giocano a fare il mangiafuoco della società.
Per risalire la china, oggi, devi appartenere a qualcuno e devi essere conosciuto, insomma devi apparire, costi quel che costi.
Per farvi un esempio, guardate cosa ci propinano nei diversi canali televisivi: è la rappresentazione dell’umiliazione dell’umanità!
A cosa servono tutti questi programmi ? A cosa serve avere il potere sugli uomini ? A cosa serve avere in possesso un proprio simile ? A cosa serve essere religioso e combattere chi non appartiene alla tua stessa confessione religiosa ? Me lo chiedo continuamente e rivedo sempre lo stesso sogno.
Gaetano Simile MacColl
2 commenti:
L'essere umano non è libero
ha catene invisibile alle gambe che lo portano a vivere ancorato alla società terrena.
Come delle macchine programmate per svolgere una determinata attività scorre la propria esistenza....nasce, cresce subisce l'influenza della società che lo circonda e che voglia o meno, diventa parte di quel meccanismo.
Chi cerca di staccarsi da questo modo di vivere viene "etichettato" come anormale, come pazzo, come disperato, come un'anomalia!
Staccarsi da questo mondo non è facile e difficilmente sia ha la possibilità di scegliere, "pillola rossa" o "pillola blu", magari fosse così semplice!!
Forse la naturale fine della nostra esistenza rappresenta ciò che porterà noi piccoli esseri umani ad essere nuovamente liberi da questi vincoli creati da noi stessi!!! Forse sarà il modo per riportare verso i prati liberi e puri anche coloro che si celano dietro maschere sociali!!
E' vero ma ci dobbiamo almeno tentare per cercare di proteggere la casa che ci è stata donata. Torniamo bambini e riprendiamoci quel 6° senso abbandonato dalla nostra deficenza nei sentimenti. Usiamo la nostra intelligenza e sfruttiamo il magnatismo che abbiamo tutto intorno a noi ed allora potremo cambiare ed accettare che noi uomini non siamo i padroni del Mondo. Amiamo
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