martedì 18 settembre 2007

Broken window

lunedì, 05 febbraio 2007
UNA SERATA DI ORDINARIA FOLLIA!! ??

3 Febbraio 2007

“broken window”
finestra rotta

“La finestra rotta, dall’inglese 'broken window', descrive un comportamento sociale. Se viene spaccata la finestra di un edificio è probabile che ne verrà spaccata un’altra. Se le finestre rotte sono due le probabilità che se ne aggiunga una terza aumentano. Se la finestra è invece riparata, il processo di solito si ferma.
L’Italia è il Paese delle finestre rotte. Ogni volta che una nuova finestra viene danneggiata c’è subito la fila per:
- romperne un numero illimitato
- trovare una giustificazione per il nuovo comportamento antisociale
- e, se necessario, legalizzarlo
La legalizzazione del comportamento antisociale, detto più semplicemente reato, dipende dalla sua dimensione. Più gente pratica il reato, più è probabile che il Parlamento legiferi per renderlo ammissibile, o almeno non punibile.
Di norma però questo non è necessario. E’ sufficiente alzare il livello di tolleranza. Oppure inserire dei procedimenti di natura burocratica per bloccare eventuali rimostranze e denunce. Se qualche ingenuo cittadino protesta gli vanno spiegate le regole della convivenza incivile. Dargli del populista, demagogo, qualunquista aiuta. Pretendere l'applicazione della legge nel caso in cui non sia rispettata in Italia è un esercizio antidemocratico, un po’ fascista.
Ogni giorno si esplorano nuove vie, nuove finestre rotte. I pionieri, se riescono a fare proseliti, diventano persone di successo, intoccabili. Talvolta latitanti. Può succedere che gli siano perfino intitolate piazze e vie. E siano chiamati statisti.
L’italiano è antropologicamente affascinato dalle finestre rotte tranne in un caso: quando la finestra rotta è sua. Ma, in questo caso, dopo l’indignazione iniziale, si rassegna e va alla ricerca di una pietra”.

Postato da Beppe Grillo il 03.02.07 23:10


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Ho voluto riportare, integralmente, questo articolo, postato da Beppe Grillo, perché, con questa, arguta metafora, fa capire, meglio, le azioni criminali verificatesi durante una serata, di ordinaria/straordinaria follia, costruita da alcuni teppisti o terroristi, delinquenti, asociali, non sò come definirli, prima, durante e dopo il derby tra il Catania ed il Palermo. Un evento sportivo, uno spettacolo calcistico, si è trasformato in una guerra senza quartiere. Sembrava di vedere una delle tante riprese di scene di guerra in Iraq o in Libano. Ma non eravamo in quei martoriati Paesi, ma nel nostro “Bel Paese”, quì vicino a Catania, in Sicilia, in Italea, in Europa.

- Beirut, Palestina, Medio Oriente ? Catania, Sicilia, Italia, Europa -

Le immagini, mi si presentano continuamente, come dei fotogrammi e su tutte vedo quella del giovane, Filippo Raciti. Un marito, un padre, un lavoratore, un poliziotto, un siciliano, che aveva scelto di proteggere l’incolumità di ogni cittadino di questo, finto Paese “civile”. Ora, lascia due figli piccoli ed una compagna con cui poteva viversi la sua vita e gioire con loro i momenti di una esistenza stroncata, prematuramente, da un ragazzo disadattato, cresciuto e alimentato da questa nostra finta società “civile “. Questo non possiamo, ancora, accettarlo ! I nostri governanti aspettano che vi siano, non una ma tante, finestre rotte per cominciare a prendere delle misure “drastiche”: nessuna tolleranza…tolleranza zero…..ora bisogna cambiare le cose……basta ! All’indomani del crimine, lo Stato si metta in moto e con la solita ipocrisia e lentezza, pachidermica, che l’ha sempre contraddistinto, nei confronti degli altri Stati esteri, proclama paroloni e misure da fare rabbrividire i più accaniti carnefici dell’inquisizione. Nel frattempo, per buona educazione e circostanza, dichiara solidarietà alle famiglie delle vittime del misfatto già compiuto, che si poteva evitare: cronaca di una omicidio annunciato e di una vergogna mondiale !

- Ispettore Capo di Polizia, della Squadra mobile di Catania, Filippo Raciti, lascia due bambini ed una compagna, aveva 38 anni -

- Si immola per difendere la civiltà in cui credeva e, per dovere istituzionale, doveva fare rispettare –

- Cade con onore sul campo, colpito da una bomba carta, lanciata da un teppista, che gli ha spappolato il fegato provocandogli un arresto cardiaco a seguito della emorragia interna –

Non ho parole per i nostri uomini politici (maschi e femmime) che si preoccupano di mettersi in tasca la lauta riconpensa “stipendio”, che il popolo stesso gli concede per i servigi che non fanno. Parlano in politichese per nascondere, ai più, il loro comportamento edonistico ed interessato, poi piangono, finte, lacrime di coccodrillo per i loro “figli” che si sono mangiati, ancor prima di farli crescere. Cari politici italiani, i cittadini non sono dei cretini e non si bevono più la vostra ipocrisia interessata !Questo non è un Paese civile, ma un’accozzaglia di demagogia e promesse, mai mantenute, proclamate prima delle loro presa di possesso del potere tanto agognato e comprato. Dopo tante avvisaglie ed azioni criminali, dovrebbero chiedere scusa ai cittadini italiani e persino al mondo che ci guarda con disgusto e compassione per la nostra inettitudine ed il nostro abbandono della civiltà. Queste sono le vere ragioni che portano a rompere i vetri delle finestre, purtroppo. Questo è il disaggio sociale che la politica italiana ha creato in tanti anni di politiche clientelari e mafiose. Si mafiose, perché hanno bisogno di questi altri, tagliagola per ottenere la scranna in cui posano il loro culo e perché, rispettando il significato vero del termina, “Mafia”, con la loro spocchia e prepotenza di sapere tutto e di non sapere niente, hanno distrutto la civiltà di un popolo.

- Parlamento italiano – la casa che abbiamo affidato ai nostri “politici” per gestire la cosa pubblica e fare gli interessi dei cittadini che gli pagano un lauto stipendio -

La rabbia è tanta ma, a ben ragione dico questo e, nel contempo, ne sono amareggiato, perché non si reagisce così, contro quello che la nostra politica ha creato, ma si agisce civilmente e con superiorità, con l’unico mezzo costituzionale che abbiamo a disposizione: le elezioni !

Scusatemi se sono così duro, ma così finiremo tutti col porto d’armi appresso. Non si può più tollerare questo stato di cose. Questa Italia è un dramma, non posso definirla una Nazione ma un Paese delle banane, per ridere un po’, dove chiunque può fare quello che vuole, basta che non si critichino i nostri governanti, che di governati non hanno niente, governano, solo e soltanto, i loro interessi, senza avere degli ideali, guisti o sbagliati che siano. Questo è il Paese dell’apparire, dove essere se stessi, ti fà emarginare dalla società che, tra l’altro, non esiste. Devi fare l’ipocrita e devi scendere a compromessi, quelli loro s’intende, sennò sei spacciato e tacciato come rivoluzionario o anarchico, se ti và bene, peggio se vieni perseguitato dalle istituzioni che si inventano qualcosa per esercitare il potere di questa politica sporca, corrotta e nulla facente, sui cittadini che amano e rispettano questa Italia.

Quando, gli stessi politici, creano nella gente il seme del razzismo, in tutti i sensi, cosa vogliono dai loro cittadini ? Che poi, non siamo vostri, anzi forse, siete voi ad essere nostri sudditi ! Chi ha avuto la fortuna di studiare ed essere cresciuto bene, reagisce in modo civile, mentre chi non ha avuto questa fortuna, rompe i vetri perché si sente abbandonato dalla propria famiglia (Stato). Quindi, cari politici, invece di latrare e lamentarvi delle latitudini da cui provengono gli atti criminali, che ormai investono tutto lo stivale e le isole, fatevi un attento esame di coscienza e dite: la colpa di tutto questo è nostra !

Dopo quello che è successo, l’ennesimo atto di criminalità che si poteva evitare, i nostri governanti dovrebbero chiedere scusa a tutti noi e anche alle loro famiglie e ritornare ad imparare a fare i padri e le madri: mi meraviglio delle poche donne che fanno politica, perché dovrebbero essere più sensibili dei loro colleghi, uomini, col loro istinto di maternità dovrebbero indirizzare meglio i maschietti ma, la sete di danaro e di potere, a quanto vedo, non ha sesso !

Il problema è sempre lo stesso: gli uomini (maschi e femmine), razza inferiore del mondo animale, non accettano e non accetteranno mai il sentimento dell’Amore, perché credono che li renda deboli e li allontani dal potere.

Io no ci stòòòò e preferisco vivere con gli animali !

- Highland, il mio amico, è un cane, un Bordel Collie, in cambio del suo amore vuole solo il mio e giocare -

Gaetano Simile MacColl - da Palermo – per fortuna o purtroppo, cittadino italiano, ma prima di tutto SICILIANO di origini celtiche.

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